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Competenza è... Collaborazione - Comunicazione - Creatività - pensiero Critico

domenica 13 ottobre 2019

Siamo ancora in tempo?



Il riscaldamento globale è una delle tematiche più affrontate nella quotidianità, 
ma nonostante la nostra coscienza sulle possibili conseguenze, 
molti di noi ignorano la problematica o non ne danno il giusto peso.

La presenza sulla terra del genere umano, come quella di qualsiasi altro essere vivente, 
comporta dei cambiamenti dovuti all’utilizzo o alla modifica delle risorse presenti in natura.
Ogni essere vivente consuma infatti una parte delle risorse naturali terrestri 
le quali necessitano di un determinato lasso di tempo per rigenerarsi.
Il genere umano con l’evoluzione della specie ha man mano aumentato la qualità della vita
e per farlo è chiaramente necessario un maggior utilizzo di risorse.

Nell'antichità, l’uomo necessitava di una minima quantità di risorse naturali; 
quelle strettamente necessarie alla sopravvivenza. 
Con il passare del tempo la qualità della vita è aumentata proprio 
grazie alle innovazioni tecnologiche, ma per una qualità di vita migliore 
si ha la necessità di utilizzare una quantità di risorse maggiore.

Con l’introduzione dell’industrializzazione vi  è stato 
un grandissimo passo in avanti per il genere umano, 
ed è proprio con l’arrivo della rivoluzione industriale che abbiamo iniziato 
a richiedere quantitativi di risorse sempre maggiori.

L’inquinamento ambientale è causato dalle modifiche apportate dall'uomo 
all'equilibrio naturale attraverso l’utilizzo eccessivo delle risorse presenti in natura. 
Le tipologie di inquinamento ad oggi più discusse  e le più dannose per l’ambiente 
e per la salute umana, sono l’inquinamento dell’aria e dell’acqua.

L’inquinamento dell’aria è in assoluto il più trattato. 
Comprende l’emissione di gas serra nell'atmosfera, l’emissione di gas tossici 
per la salute umana e la presenza di particolato nocivo nell'aria.

Ultimamente si sente parlare soprattutto dell’effetto serra. 
Questo fenomeno è causato dalla presenza di gas serra come l’anidride carbonica 
e il metano (molto più pericoloso dell’anidride carbonica) nell'atmosfera, 
i quali impediscono la dispersione del calore terrestre nello spazio. 
Una presenza eccessiva di questi gas comporta un aumento delle temperature terrestri.

La variazione di temperatura causata, anche se di pochi gradi (2 o 3) 
comporta uno squilibrio termico, causa di eventi meteorologici sempre più “estremi” 
come venti forti o precipitazioni abbondanti durante l’inverno e assenti durante l’estate. 

Vi sono altri effetti dovuti a questo fenomeno, 
quali l’espansione dei territori desertici (e quindi periodi di siccità più duraturi in tutto il mondo)
 e una possibile diminuzione drastica delle temperature nel nord dell’Europa, 
il cui clima è mitigato dalla corrente calda proveniente dal golfo del Messico, 
che è minacciata dall'ingente quantità di acqua fredda proveniente 
dallo scioglimento dei ghiacci  al Polo Nord .

Pochi anni fa si è tenuta una prima conferenza internazionale per discutere 
sui provvedimenti adeguati al fine di risolvere il problema dell’effetto serra, 
a conclusione della quale molti paesi hanno firmato un accordo 
per ridurre il progredire del fenomeno. 

Infatti vi è il grande pericolo di andare incontro, 
anche con un aumento minimo di temperatura, allo scioglimento del permafrost.

Il permafrost è un terreno perennemente ghiacciato. 
Vi sono alcuni territori nei quali il permafrost è composto anche da materiali organici 
risalenti a prima della comparsa dell’uomo sulla terra. 
Lo scioglimento dei ghiacci, sta comportando l’esposizione di queste sostanze organiche, 
il cui processo di decomposizione comporterà l’emissione in atmosfera 
di una grandissima quantità di metano  con conseguente ulteriore aumento di temperatura e
inizio di un processo irreversibile di surriscaldamento che porterà a gravissime conseguenze.

Spesso si parla del “punto di non ritorno”, 
un punto arrivati al quale il riscaldamento globale non sarà più reversibile. 
Con il “punto di non ritorno” ci si riferisce alla data nella quale lo scioglimento del permafrost 
arriverà a tal punto da originare un processo irreversibile di surriscaldamento. 
La data nella quale supereremo questo limite ancora non è ancora giunta 
(si stima 2030, ma ci sono diverse teorie).

Sono in molti ad affermare che siamo ancora in tempo per risolvere il problema, 
utilizzando energie e risorse da fonti rinnovabili. 
Ma la verità è che nonostante il limite non sia ancora stato raggiunto, 
non vi è alcun modo per evitare di raggiungerlo se continuiamo a vivere in questo modo.

L’ostacolo che ci impedisce di fermare l’avanzamento del riscaldamento globale 
non è dato da cause naturali, ma bensì dalla struttura e dall'organizzazione della società 
nella quale viviamo. 

L’unico vero modo per fermare il processo di riscaldamento è quello 
di cessare immediatamente la produzione e il consumo di energia elettrica 
prodotta da fonti non rinnovabili. 

Per farlo sarebbe necessario che almeno le nazioni imponessero divieti 
su tutte le attività produttive  che causano emissione di gas serra 
(produzione elettrica, combustione di risorse non rinnovabili, 
allevamenti intensivi di bovini, e il trasporto di beni e persone). 
In questo modo però l’economia della nazione in questione crollerebbe, 
comportando una crisi e quindi una “rivolta” popolare. 
Quindi è impossibile imporre all'umanità leggi che vietino attività produttive 
che causano  emissioni di gas serra, perché queste attività sono volute dall'uomo.

Il cambiamento deve essere innanzitutto voluto dal popolo 
e deve partire da ogni singolo individuo.

Nonostante il disinteresse di molti per la problematica, 
una parte della popolazione è cosciente della gravità del problema 
e vuole adattare il proprio stile di vita in maniera tale da diminuire l’impatto ambientale 
causato dalle proprie azioni.

Associazioni, aziende, politici, comunità religiose… 
Sono molti gli enti a trattare il tema ambientale ed ognuno con uno scopo diverso. 
Le aziende vendono prodotti ecologici o “green” 
alleviando il senso di colpa del consumatore nei confronti dell’ambiente. 
I politici promettono ed emanano leggi di materia ambientale 
per migliorare la propria immagine e per mostrarsi favorevoli 
ad uno stile di vita dal minore impatto ambientale. 
Le associazioni ci spingono ad usare risorse rinnovabili e ad evitare azioni inquinanti. 
Purtroppo a volte alcuni dei provvedimenti attuati contro l’inquinamento 
che ci sembrano corretti e con un giusto scopo, 
nascondono in verità interessi di aziende o persone e non ci mandando sulla giusta strada.
In molti sostengono che per ovviare al problema si potrebbe semplicemente 
sostituire tutte le centrali di produzione di energia elettrica a combustione 
(quindi a gas, biomasse, carbone e petrolio) con centrali elettriche 
che sfruttano le fonti rinnovabili 
(come il vento, il sole, il calore terrestre, l’energia cinetica dell’acqua in movimento). 
Ma in realtà non è possibile realizzare questo progetto in tempi brevi 

In conclusione l’unica soluzione all'inquinamento è soltanto quella di consumare meno, 
ma per farlo è necessaria la volontà di ogni singolo individuo. 

Siamo tutti complici della strada che stiamo imboccando. 
Il cambiamento deve partire da ognuno di noi 
perché anche il più grande dei fiumi nasce da una piccolissima goccia d’acqua.

Quello del riscaldamento è solo uno dei tanti problemi causati dall'attività umana. 
Risorse in esaurimento, aumento delle temperature, territori inabitabili, 
sovrappopolazione, ambienti nocivi… 

Un giorno tutti questi problemi che ora ignoriamo diventeranno ancora più imponenti, 
un giorno saremo sommersi dalle conseguenze di tutti gli errori commessi in passato 
e da noi stessi, 
un giorno ci pentiremo di non aver fatto qualcosa quando ancora ne avevamo la possibilità.     

Quel giorno spero di non poterlo vedere mai.

Matteo Cimitan 

Un gesto di civiltà...

Stavo parcheggiando la mia auto, a fianco c'era una smart bianca con a bordo 2 ragazze che fumavano. I finestrini erano aperti.
Ad un tratto la ragazza seduta al lato passeggero ha gettato un mozzicone di sigaretta a terra.
Non ho potuto tacere e le ho chiesto di non gettare la sigaretta a terra perché, se nessuno la raccoglie, poi la ritroviamo per molti anni.
Lei mi ha risposto che se ci fossero i cestini come a Vienna ogni 50 m la gente non getterebbe le cose a terra.
L'ho guardata e le ho fatto osservare che a meno di 20 m c'era appunto il cestino del pattume, poi mi sono allontanata.
Tornata alla macchina  ho trovato un biglietto al parabrezza. Incuriosita l'ho preso in mano e.... ho scoperto che quel biglietto altro non era che uno scontrino che avvolgeva il mozzicone di sigaretta!
Forse quella ragazza pensava di fare un dispetto e invece ... ha fatto un gesto di civiltà!




martedì 1 ottobre 2019

Film 2100






Nel 2100, un pianeta devastato dal riscaldamento globale fa da sfondo alla storia di Marco, un ex ricercatore nei campi della climatologia e della biologia che tenta inutilmente di far cambiare rotta ad un mondo che ha i minuti contati. Questo cortometraggio è stato realizzato in occasione del "Cinefutura Fest" di Roma. Tema: Ambiente e natura Non possiamo sapere con certezza quale sarà il nostro destino.
Questo cortometraggio è ambientato nel 2087 quando le persone vivranno le conseguenze delle nostre attuali scelte. Forse siamo ancora in tempo per cambiare le cose, ma ciò dipende da ognuno di noi,
non possiamo aspettare che il cambiamento parta dagli altri! Diretto da Matteo Cimitan, questo cortometraggio e stato realizzato nel rispetto dell'ambiente: - Riprese con energia da fonti rinnovabili. - Circa 80 km percorsi in bicicletta per le riprese. - Scenografia realizzata con rifiuti recuperati dalle strade e in seguito avviati al riciclo. - Sceneggiatura digitale senza sprechi di carta.